Il Paretaio e i suoi cavalli speciali

Il Paretaio è noto per i suoi cavalli speciali

Il Paretaio è noto per i suoi cavalli speciali. Non sono speciali, o meglio, sembrano speciali perchè sono ben disposti nei confronti dei cavalieri ma tutto ciò si crea con un buon addestramento che crea un rapporto di fiducia.

Forse possiamo dire che Il Paretaio è specializzato nell’insegnamento di una corretta equitazione che non può prescindere da una buona comunicazione col cavallo e da una cultura equestre e umanistica.

L’importanza della buona comunicazione per andare bene a cavallo e della risoluzione pacifica dei conflitti è la nostra specialità al Paretaio.

E’ da 30 anni che mio marito ed io gestiamo il centro di equitazione classica Il Paretaio e possiamo dire di avere una certa esperienza di insegnamento: più di 12.000 allievi!

Cavalieri provenienti da ogni parte del mondo, dal Sud Africa, all’Alaska , dalle Haway al Giappone.

Ogni età : dai 2 anni agli 80 e anche oltre!

Ogni livello: dal principiante assoluto sia bambino che anziano al cavaliere esperto, a volte professionista.

Cavalieri provenienti da diverse discipline: dal dressage al salto ostacoli, dal completo alla monta western,  dall’endurance al cavaliere autodidatta e amatoriale.

Una cosa tutti questi allievi hanno sempre in comune: un gran piacere a entrare in comunicazione col cavallo.

Sembra una cosa banale ma non lo è. Entrare in comunicazione con un altro essere vivente è sempre un’esperienza emotiva che, se piacevole, dà grande soddisfazione. Noi partiamo da questo presupposto nell’affrontare i vari problemi didattici sia col cavallo che col cavaliere .Quante volte infatti, a qualsiasi livello ci troviamo ad affrontare coi cavalli problemi apparentemente irrisolvibili? Quante volte semplici accorgimenti portano grandi cambiamenti?

Le soluzioni che troviamo per far andare meglio un cavallo non sono magiche ma logiche. Certamente alcuni cavalieri sono portati per natura o educazione a comunicare in modo più sensibile di altri. Noi riusciamo anche a insegnare questo: a diventare più sensibilI e a imparare ad ascoltare il cavallo. Siamo decisamente propensi a dichiarare che un 70 per cento dei problemi che si riscontrano nasce da una mancanza di ascolto delle reazioni del cavallo o da una incapacità ad ascoltare che nasce da una mancanza di abitudine all’ascolto. Troppo spesso gli allievi vengono iniziati all’equitazione con regole dispotiche dove l’aspetto dominante dell’uomo nei riguardi dei cavalli viene messo come uno degli obiettivi da raggiungere. Ecco, noi non crediamo in questo e i nostri risultati non ci danno certo torto! Noi crediamo in una forma di collaborazione col cavallo che si crea con la calma, la ripetizione, la ricompensa, il rispetto e soprattutto l’amore. Fondamentale nell’addestramento è non solo la scelta di cosa si può chiedere al cavallo in una determinata situazione ma quando, per quanto e come.

Crediamo che il nostro successo ( abbiamo cavalieri che vengono da 30 anni per imparare la nostra tecnica equestre) dipenda proprio dalla semplicità. La semplicità deriva dalla conoscenza.

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